










La Torre

Dopo la caduta nella materia (il Diavolo) c'e' la caduta della materia che spezza le catene.
La Torre e' l'imprigionamento dato da eccessiva razionalita', cioe' orgoglio, e' la lezione che insegna che e' possibile andare verso l'altro creativamente, senza arroccarsi in difese che imprigionano, e mutare le modalita' di relazione.
Sulla cima di una montagna una torre si innalza verso il cielo >presunzione intellettuale, orgoglio ma trova solo oscurita' >incapacita' di distinguere perche' ha perso il contatto con la natura > l'elevazione e' eccessiva, fra le nuvole, lontana dalla terra o le ha dato un mero valore materialistico > la corona sulla torre.
Il fulmine >arma divina (effetto boomerang dell'orgoglio) distrugge la torre e l'essere precipita, di nuovo scisso > le due figure fra gocce di fuoco >possibilita' di comprensione.
Tuttavia il predominio della materia e' stato distrutto >la corona sbalzata dalla torre che il fuoco purifica.
Il colore prevalente e' il grigio dell'indifferenziato, della noia, della presunzione che non lascia spazio a null'altro : la torre >materialita' eccessiva, le nubi > pietrificazione delle emozioni, persino le gambe di uno dei due personaggi >atrofia relazionale.
Ha anche intaccato la cima della montagna >materializzazione del pensiero limitando i riflessi azzurri > il pensiero fluido, libero.
Col Sedici si ripropone la scelta, la capacita' di distinguere e di distinguersi (10+6), nei confronti dell'altro (1+6=7).
Se ci si distacca e eleva troppo, se l'orgoglio e' smisurato (11+5) ci si trovera' imprigionati, incompresi e isolati con il rischio della caduta. Ma questo anche se non si operano scelte, se si entra in relazione acriticamente (cioe' tutti vanno bene ma nessuno "entra").
L'immobilita'-staticita' (12+4) stronca lo scambio (13+3) insterilisce l'anima (14+2) oppone al "creatore" come altro da se (15+1) in un viaggio solitario (9+7) che esaspera la forza d'animo (8+8).
fonte: panouden.com