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Eventi

02/02/2008

Imbolc

Imbolc

Sappiamo che l'anno celtico era diviso in due meta' e le due "porte" della natura (rappresentate da Samhain e Beltane) introducevano rispettivamente alla parte oscura dell'anno e alla parte luminosa. Imbolc, che per tradizione si celebra nella notte fra il 31 gennaio e il 1° febbraio, scandisce il tempo intermedio fra buio e luce, e' una fra le quattro festivita' principali dei Celti e celebra ritualmente l'arrivo della primavera.

La scelta del freddo e ghiacciato febbraio come inizio della primavera si spiega con le concezioni spirituali piu' profonde degli antichi Celti, per i quali ogni cosa iniziava nell'oscurita' e veniva generata nei luoghi piu' intimi e nascosti, nel ventre profondo della Dea.

Lo spirito vitale della primavera si accende infatti in segreto mentre l'inverno, con il suo manto di freddo e di neve, ancora copre la terra. C'e' un proverbio – "sotto la neve pane, sotto la pioggia fame" – che illustra molto bene lo stato di maternita' della natura in questo periodo: i semi stanno per germogliare sottoterra, la pioggia a causa delle gelate potrebbe comprometterli o distruggerli, la coltre di neve invece funge proprio da coperta e protegge i piccini, che pian piano iniziano a nascere nel grembo di Madre Terra. Come nella terra, anche nello spirito umano germoglia la corrente vitale e la speranza e ci prepariamo per accogliere il risveglio della natura.

Il ritorno della fertilita'
Imbolc e' detta anche "festa del latte" poiché la celebrazione coincide con il primo fiorire del latte nelle mammelle delle pecore, circa un mese prima della stagione della nascita degli agnelli. Questo sottile segnale di ritorno della fertilita' era il primo di una serie di eventi che annunciavano il rifiorire della vita sulla terra e, per la tribu', segnava l'urgenza di cominciare un nuovo ciclo di attivita'. Il nome Imbolc si fa derivare da "m(b)lig" (latte) e significa pressapoco "lattazione". La festa era chiamata anche Oimec (Oimealg in forma moderna), termine che deriva dal celtico antico "Ouimelko" (latte della pecora).
Questa e' la festa piu' intima e raccolta dell'intero anno sacro: all'interno delle palizzate che circondano il "caer", chiusi nelle capanne coperte di neve, raccolti intorno al fuoco caldo e crepitante, i Celti ascoltavano le storie del proprio clan, rendevano omaggio alla Dea e si preparavano al risveglio del mondo.

Brigit l'Altissima e Santa Brigida
La Festivita' era di "lustrazione" (purificazione) ed era dedicata a Brigit, Dea suprema il cui nome significa "Altissima". Il suo nome deriva da "brig" (altezza), che appare spesso nella forma "brigâ" collegata a colline e montagne (la celtissima Brescia, l'antica Brixia, sorge proprio su un colle e sembra derivi da qui il proprio nome), mentre "brigh" (Scozia), "bri" (Irlanda) e "bree" (Isola di Man) significano Forza, Potere, Valore. La ritroviamo anche con i nomi Brighid, Bricta, Briga, Bride, in Britannia veniva chiamata Brigantia ed era Brigindu il suo nome invocato dai Galli orientali. Per una particolare combinazione di eventi, nel corso dei secoli le tradizioni pagana e cristiana si sono completamente fuse, trasformando la Dea in una santa del calendario cristiano – Santa Brigida – senza oscurare i suoi tratti precristiani originari. La comunita' religiosa irlandese fondata da alcune donne, nel V secolo d.C., a Kildare (da "Cill-Dara" = Eremitaggio delle Querce) divenne oggetto di una tale venerazione che Santa Brigida venne chiamata addirittura "la seconda Madre del Signore". Nel calendario cristiano Imbolc coincide con la festa della Purificazione della Vergine (che precede la Candelora del 2 febbraio), anch'essa conserva i tratti dell'antico significato di lustrazione.

Il fuoco della Dea
Nella sua rappresentazione cristiana in Santa Brigida a Kildare, la Dea ha un fuoco perpetuo che brucia in suo onore guardato a vista dalle monache, che proseguono in tal modo le funzioni religiose precristiane. Questo fuoco e' fonte di ispirazione e corrente dispensatrice di vita: si manifesta prima nella terra, risvegliando le forze assopite nelle sue profondita', e dona Potere poetico, artigianale e guaritore sulla materia essendo ispiratore dei poeti, Musa Universale, forse anche lo stesso "Awen" (Ispirazione Divina) invocato nella tradizione bardica gallese. Brigit ispira i bardi ma e' anche patrona della fucina e presiede alla fabbricazione delle armi, erborista e purificatrice. Il suo fuoco divino suggella la fertilita' tra la terra e il sole. La luce delle candele e dei fuochi che si accendevano a Imbolc era anche un incoraggiamento magico rivolto al sole e simbolo del ritorno a una luce piu' abbondante e bella.

I simboli della Dea

A Brigit, come a tutte le divinita' celtiche, si attribuiscono certe piante e animali. La Dea e' accompagnata spesso da una mucca bianca. Il fiore a lei dedicato e' il tarassaco. Il suo uccello messaggero e' l'ostricaio, un uccello marino. Il suo animale divinatorio e' il serpente (la biscia di campo) che la collega ai poteri della terra. La celebrazione celtica esprime due temi: il ritorno della fertilita' della terra e l'inizio di un nuovo ciclo di attivita' agricole nella vita della tribu'. La Dea unisce terra e tribu' ed e' invitata a benedire l'unione, a garantire protezione dal male e a far crescere le energie. La purificazione con l'acqua, l'esibizione del fuoco, la fabbricazione di talismani erano i principali gesti rituali usati per manifestare il suo potere.   

Il talismano di Brigit

In Irlanda, il talismano che garantisce la protezione di Brigit era la "cros-Bride" (la croce di Brigit), che puo' essere costruita con una varieta' di materiali e potrebbe prendere diverse forme. La piu' nota e' quella che riproduce le quattro braccia dell'Ulster con il cerchio, simbolo del ciclo perpetuo delle stagioni e dell'eterno ritorno della luce e del sole; le quattro braccia riflettono anche le quattro "stagioni" dell'anno celtico. Altro talismano importante era il "brat Bride" (il mantello di Brigit): era una striscia di stoffa che si lasciava esposta alla finestra nella notte della festa, perché assorbisse il potere della Dea. Il mantello di Brigit veniva utilizzato come protezione oppure impiegato in rituali di guarigione, e la sua potenza poteva rinnovarsi di anno in anno.


fonte: http://www.trigallia.com/

foto tratta da: http://myvalhalla.wordpress.com/ 




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